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Transizione dalla Fase Uno alla Fase Due

Come prepararci al cambiamento

Domani 4 Maggio 2020 inizia la Fase Due.

Realizzare questo cambiamento può innescare tutta una serie di sensazioni corporee, emozioni e pensieri che possono essere sopraffacenti o attivanti. E’ totalmente normale e comprensibile: da una modalità che abbiamo iniziato a conoscere e alla quale ci siamo adattati negli ultimi due mesi, passiamo ad una nuova modalità, totalmente sconosciuta, che può creare molta paura per la nostra salute e quella dei nostri cari.

Da una parte abbiamo l’impulso sano e naturale di cambiamento; una spinta energetica che spinge in avanti nel futuro e nella progettualità di ritornare alla nostra vita normale. Possiamo andare finalmente ad incontrare i nostri congiunti, i nostri familiari, coloro che per due mesi è stato solo possibile sentire e vedere attraverso un dispsitivo elettronico. Possiamo tornare a camminare o ad andare in bicicletta senza avere un motivo di comprovata necessità, ma solo perchè vogliamo farlo. Molti di noi torneranno al lavoro, potremmo riprendere i mezzi per spostarci e muoverci al di là del nostro comune per motivi di necessità. Studi medici che riaprono, attività che ripartono… Già a parlare di questo si attiva una certa euforia, un certo movimento interno di eccitazione del sistema nervoso e di piacere. La luce in fondo al tunnel, il momento tanto atteso di riapertura dopo il lockdown.

Dall’altra parte, in una contrapposizione naturale e che si innesca quasi in sincronia con questo impulso al movimento, è la paura. Abbiamo la consapevolezza che ‘non è tutto finito’, che il pericolo è ancora presente e che il contagio è reale. Sappiamo che il virus si propaga velocemente e che non abbiamo nessuna certezza rispetto a chi incontriamo (è asintomatico? e se lo sono io asintomatica?) . Abbiamo paura di poter essere contagiati, di contagiare, di non sopravvivere e, nella peggiore delle ipotesi, di morire da soli in un reparto Covid. Abbiamo paura che ricominci la pandemia da capo, con un nuovo picco e con un nuovo lockdown.

Queste due energie sono entrambi presenti: la spinta ad uscire, al movimento, al cambiamento, alla libertà tanto attesa, e la paura profonda per la nostra vita e quella dei nostri cari.

Diventare consapevoli di queste due energie, di queste due spinte uguali e contrarie, è ciò che ci può aiutare in questa transizione.

Non c’è una formula per cambiare quello che sta avvenendo, non esiste una pillola magica che disinneschi l’impulso vitale o l’emozione primaria della paura.

Quello che invito a fare è osservare queste due forze, osservare come le agisco nel presente, nel quotidiano, nel piccolo, e che effetto hanno sulla mia regolazione del sistema nervoso. Non polarizzarle e scinderle, ma includerle entrambe, perchè entrambe si stanno manifestando dentro di noi. Non giudicare l’una o l’altra, ma accoglierle entrambe perchè parte della nostra umanità. Il nostro cervello mammaliano tende alla connessione con altri mammiferi ed il nostro cervello rettile ci mette in allarme per il pericolo invisibile. Sono due forze potentissime ed entrambe vincono, non si escudono. A noi il movimento di osservare ed includerle entrambe.

Abituarci alla convivenza con il virus non è e non sarà facile, per nessuno di noi. Iniziare ad osservare come agiscono dentro di noi queste due forze può essere un piccolo aiuto per normalizzare una situazione di emergenza e di difficoltà per tutti noi. Prenderci il tempo per sentire ed accogliere cosa ci accade a livello di sensazioni, emozioni e pensieri può aiutarci e calmarci.

Buona transizione

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