girl, crossroads, choice

E tu, sei brav@ a scegliere?

Come scegliere senza perdersi

Oggi pomeriggio stavo lavorando con una cliente. Tema dell’incontro: scegliere. Scelgo situazione A o situazione B? La sessione è stata molto interessante e profiqua, affrontando I vari aspetti, le possibilità, I pro e I contro fino ad affrontare la parte più nascosta: le paure, le insicurezze, il giudice interiore ed il suo chiacchiericcio, I bisogni nascosti.

Ad un certo punto la cliente mi rivolge una domanda: e tu? Sei brava a scegliere e a prendere decisioni?

Ebbene si, sono ancora qui che rifletto su questa domanda. E onestamente, mi ha aperto un mondo di vissuti, di passaggi ed una serie di riflessioni su cui non mi ero mai soffermata.

La prima risposta che ho dato è stata, dopo una lunga pausa: non so se sono brava a scegliere!

La verità è che tutte le scelte che ho fatto, in quel momento, mi sembravano le migliori possibili. Lo sono state? Onestamente, non potrò mai saperlo. Perchè nel momento in cui ho scelto ho preso una direzione ed ho potuto solo sperimentare quella.

Se ripenso alle scelte importanti della mia vita alcune sono state prese d’istinto, altre ragionate lungamente, altre molto facili e senza complicazioni, altre consapevole che avrei dovuto affrontare un grande dolore. Sono state giuste o sbagliate? Come saperlo?

Alcune scelte sembravano essere la migliore scelta possibile, seppur alcune si sono rivelate una perdita di tempo, o di denaro, o di tanta energia investita. A livello lavorativo ho fatto scelte che sembravano eccellenti, azzeccate e mirate per poi risultare uno spreco di tempo e denaro incredibili. Altre scelte di lavoro, con alti guadagni e riconoscenze, si sono rivelate dannose per la mia salute ed il mio equilibrio psicologico ed emotivo.

Certe amicizie, che ho scelto, voluto, nutrito sono svanite come neve al sole. Alcune relazioni, sebbene dolorose e caotiche, le ho scelte e rinnovate, ben sapendo che mi sarei fatta del male. Eppure ho scelto di viverle fino in fondo, fino a che non ho sanguinato, per poi scegliere di nuovo e crescere attraverso la scelta.

Quando mi sono trovata di fronte a scelte importanti, mi è sempre tornata in mente una frase che mio fratello mi disse tanti anni fa: che cosa hai dai perdere a fare questa scelta? Almeno ci hai provato.

Ed è vero, ci ho provato, fino in fondo, e non sono rimasta con il dubbio di come sarebbe stato se non avessi colto quell’occasione. Non sono rimasta con il rimpianto di non aver scelto la nuova strada, la nuova possibilità. Alle volte, la realtà si è mostrata diversa da come me l’ero immaginata, vivendo delusioni e tristezza, e altre volte la scelta ha portato gioia e benessere.

Non esiste una scelta giusta o una sbagliata. Quando ci troviamo di fronte ad un bivio, l’opzione A è paritaria all’opzione B. Perchè non è la scelta in sè la possibilità, ma sarà il viaggio, il percorso a farci crescere, evolvere, a farci imparare cose nuove di noi. Il punto non ha a che fare con la scelta in sè, ma con l’incontrare quello che sentiamo mancarci in profondità e direzionare la nostra vita per sostenere questo incontro. Quando arriviamo al punto di sentire la necessità di un cambiamento, vuol dire che abbiamo bisogno di incontrare un bisogno o più bisogni che fino a quel momento non erano affiorati o di cui non ne eravamo coscienti. Se guardiamo il nostro trovarci ad un bivio e dover scegliere con questa visione, lo scegliere diventerà più semplice e fruttuoso. E magari con meno pressione.

Oggi guardo a tutte le scelte ‘sbagliate’ come espereinze di vita e di crescita. Quello che sono oggi è anche tutta quella sommatoria di scelte non andate a buon fine, fallite ma che mi hanno portato su un piano di realtà ripulito dalle fantasie e dalle aspettative ed in contatto con una parte vulnerabile, nascosta fino al quel momento. Nascosta da strati di controllo, perfezionismo, grandiosità. Ed I miei bisogni sono diventati più chiari e manifesti. Scegliere è più semplice se restiamo in contatto con i nostri bisogni.

Quindi, sono state davvero scelte sbagliate? O forse sono state proprio scelte necessarie, se le guardo da una prospettiva più ampia e consapevole? A voi la scelta…

E come usava dirmi Krish anni fa (il mio insegnante-mentore del Learning Love Intitute n.d.r.):

trust the process – fidati del processo.

Hai bisogno di aiuto per una scelta?

Scrivimi per un colloquio su info@maricainnocenticounseling.com

Torna su